Cellulite come riconoscerla e combatterla

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cellulite

Cellulite: in Primavera si comincia a mettere via i piumoni e gli abiti pesanti che coprono bene gli inestetismi, si iniziano le prove costume e si iniziano a vedere gli accumuli dell’inverno.
Si avvicina l’estate e l’incubo di tutte le donne ritorna la odiata cellulite!

Ma niente paura! Siamo ancora in tempo per porvi rimedio.
Con i nostri consigli puoi migliorare notevolmente l’aspetto della tua pelle!

cellulitePerchè si forma la ‪#‎cellullite‬?

 

Distinguiamo innanzitutto due tipologie cliniche di cellulite: la ‪#‎PEFS‬ (pannicolopatia-edemato-fibrosclerotica) e le ‪#‎Adiposità‬ ‪#‎localizzate‬.
Queste ultime sono caratterizzate da una iperplasia delle cellule adipocitarie che, il più delle volte, dipende dall’azione degli estrogeni.
In genere l’accumulo di grasso eccessivo è localizzato a livello gluteo-femorale. In questo caso la funzionalità vascolare non è compromessa, come invece accade per la PEFS.

La PEFS è una patologia microcircolatoria che interessa il connettivo sottocutaneo: si verifica infatti un rallentamento del flusso a carico dei microvasi per la formazione di placche cellulitiche che, comprimendo sia vasi sanguigni che i nervi, ostacolano gli scambi nutritizi nei tessuti.
L’accumulo di tossine determina uno stato infiammatorio che a sua volta provoca un aumento del volume degli adipociti e nella fase iniziale, la dissociazione delle fibre elastiche connettivali, con il tipico aspetto a “buccia d’arancia”.
‪#‎centro‬ ‪#‎detox‬ ‪#‎rivadelgarda‬

ICellulitel primo stadio della cellulite è la fase ‪#‎edematosa‬.

La cellulite edematosa si riconosce dall’aspetto della pelle che appare spugnosa e pastosa. Inoltre, è evidente un gonfiore dovuto ad un accumulo di liquidi nell’ipoderma (edema) ed all’ accumulo di tessuto adiposo. L’unico sintomo che si riscontra è il senso di peso agli arti inferiori.

L’edema è un ristagno di liquidi negli spazi fra le cellule dell’organismo e si verifica quando c’è un malfunzionamento del sistema linfatico; quando cioè la capacità di trasporto linfatico supera quella di drenaggio.

Si parla allora di ‪#‎linfedema‬ per indicare l’infiltrazione di liquidi e proteine a livello sottocutaneo come conseguenza di una insufficienza meccanica del sistema linfatico.
Se non si interviene la cellulite edematosa può facilmente peggiorare e sfociare in cellulite fibrosa, più difficile da trattare.

Come intervenire allora?

Innanzitutto, bisogna:

-riattivare il microcircolo e facilitare l’eliminazione dei fluidi. Per ‪#‎drenare‬ i liquidi in eccesso è necessario correggere la propria alimentazione, riducendo – e non eliminando del tutto- il consumo di sodio (contenuto nel comune sale da cucina, ma anche in tanti altri alimenti);

-assumere 2 litri di acqua oligominerale al giorno con l’aggiunta di Ti.drena e Ti.depura;

-effettuare dei massaggi linfodrenanti , ad esempio massaggi manuali con metodo Vodder oppure attraverso la pressoterapia.

‪#‎celluliteNonTiTemiamo‬‪#‎cellulite‬‪#‎linfodrenaggio‬

Il secondo stadio della PEFS (cellulite) è la fase ‪#‎fibrosa‬.cellulite

A questo livello il problema è ancora reversibile ed è più visibile (aspetto della pelle a buccia d’arancia). Sno presenti alcuni sintomi, come il dolore alla palpazione, perché le terminazioni nervose risultano irritate e infiammate.

La cattiva circolazione ed il ristagno di liquidi impediscono gli scambi nutritizi tra i tessuti; si ha un aumento del volume della cellule adipose, che si distanziano l’una dall’altra a causa della presenza di un eccesso di liquido tra di esse.
In questo modo si allontanano dal circuito linfatico e non riescono più a smaltire efficacemente le tossine.

Si crea un processo di fibrosi che porta alla formazione di piccoli noduli; il tessuto connettivo perde elasticità e diventa più duro e compatto.

Possiamo eseguire un test semplicemente stringendo tra pollice e indice la pelle e valutare la sua elasticità sollevando la plica e lasciandola cadere e valutando il tempo necessario per ritornare allo stato di partenza.

In questa fase, si assiste anche a ipotermia delle zone colpite da cellulite, vale a dire che le parti interessate risultano più fredde perché meno vascolarizzate.

Come porre rimedio?
I consigli dati per la cellulite in fase edematosa non bastano. Infatti, oltre a drenare i liquidi in eccesso è necessario ridurre il volume dei noduli che si sono formati.

Per questo motivo è necessario effettuare dei ‪#‎trattamenti‬ mirati, di cui parleremo nello specifico nelle prossime settimane.

Bisogna in ogni caso:
-riattivare il microcircolo e facilitare l’eliminazione dei fluidi. Per ‪#‎drenare‬ i liquidi in eccesso è necessario correggere la propria alimentazione, riducendo – e non eliminando del tutto- il consumo di sodio (contenuto nel comune sale da cucina, ma anche in tanti altri alimenti);
-assumere 2 litri di acqua oligominerale al giorno con l’aggiunta di Ti.drena e Ti.depura;
-effettuare dei ‪#‎massaggiLinfodrenanti‬ , ad esempio massaggi manuali con metodo Vodder oppure attraverso la pressoterapia.
-praticare regolare ‪#‎AttivitàFisica‬. Nelle prossime settimane vedremo anche quale è quella più efficace per ridurre la cellulite!

‪#‎CelluliteFibrosa‬ ‪#‎TrattamentiEstetici‬ #AttivitàFisica ‪#‎DrenareLiquidi‬‪#‎CelluliteNonTiTemiamo‬

celluliteIl terzo stadio della Cellulite PEFS (cellulite) è la fase Nodulare

In questa fase le fibre di collagene indurite si compattano insieme agli adipociti ingrossati e formano dei noduli visibili e palpabili.
Effettuando una leggera pressione con le dita sulla zona interessata e scorrendo la mano verso l’alto potrete i ‪#‎noduli‬, come piccoli grumi, sotto la pelle.
Questo è il terzo stadio della cellulite e si può ancora intervenire per ridurla.
Bisogna, in questo caso, intervenire subito. Non aspettate oltre, perché se passa allo stadio successivo, il tessuto diventa irreversibilmente sclerotico e diventa praticamente impossibile eliminare la cellulite.

Dott.ssa Assunta Siani
Biologa Nutrizionista

Viviana
Viviana
Nasco nel mondo dell’Estetica nel 1992, (nella vita un pò prima…) quando ho iniziato a praticare questa Professione come apprendista. La passione per questo mestiere mi è venuta subito, ma ci sono voluti alcuni anni di apprendistato e studi, oltre ai sacrifici prima di avviare l’attività in proprio che ho iniziato nel 1999. La MISSION; sono orientata e attenta a fornire ai miei clienti la più vasta gamma possibile di servizi, prodotti professionali ed educazione continuativa nel campo della cosmesi e delle procedure estetiche.

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